TEATRO CITTÀ MURATA
Centro di Produzione Diffusione e Documentazione di Teatro
per le Nuove Generazioni

Lo spettacolo inizia.
Non ne conosco il titolo ne la compagnia che lo rappresenta.
Non sono uno spettatore distratto, ma come un esperto somelier voglio indovinare dal gusto, dal profumo che arriva dal palcoscenico quale sia l'impasto di sentimenti che potrebbe penetrare nella mia attenzione.
Piano piano avverto una poetica, un'atmosfera, un modo di stare sul palcoscenico che mi è familiare, uno stile che mi sembra inconfondibile.
Il ritmo innanzitutto non è frenetico, rifugge dalla velocità televisiva, intende piuttosto confrontarsi con il battere del cuore, con lo scorrere del flusso della vita.
La scena è scarna, ma massimamente evocativa, così come la ricerca iconografica e visiva, la musica amplifica in ogni momento l'emozione dello spettatore.
La drammaturgia è una drammaturgia che si lega alla narrazione dei fatti attraverso i sentimenti.
Lo spettacolo narra dunque con le emozioni che attraverso la scena arrivano nello stesso istante al mio cuore e alla mia intelligenza. Mi sembra di ritornare bambino, ragazzo.
La vicenda trattata mi fa infatti compiere un viaggio che è sempre di iniziazione, che mi presenta ogni istante dell'esistere come un momento di crescita e una fase ineluttabile della scoperta del vivere.
È un teatro che sceglie e privilegia dunque l'infanzia come luogo mentale e poetico della scoperta e della trasgressione dove tutto è possibile, ma che si pone come teatro totale per tutti.
Adesso mentre le immagini scorrono davanti a me capisco che è uno spettacolo del Teatro Città Murata.
Conigli sull'acqua
L'isola di A.
Prima che il gallo canti
Gioco al massacro
La guerra dei bottoni
hanno cercato di formare uno stile che speriamo con modestia abbia lasciato un piccolo segno nel teatro ragazzi italiano.